Il turismo nel Mezzogiorno continua a crescere, trainato da un trend nazionale che vede il 2023 come l’anno delle presenze record. Secondo le stime di Demoskopika, la Sicilia ha registrato 15,9 milioni di pernottamenti, con un incremento del 12,7% rispetto al 2022, e 4,9 milioni di arrivi (+8,9%). Numeri importanti, che confermano la capacità attrattiva dell’isola e del Sud Italia, ma che pongono anche una sfida: trasformare questa crescita in sviluppo strutturale e duraturo.
L’Italia ha sfiorato i 442 milioni di presenze turistiche nel 2023, il dato più alto di sempre. Il Sud ha contribuito in modo significativo a questo traguardo, con regioni come la Campania (+12,3% di presenze) e la Sicilia tra le protagoniste della ripresa del settore. A livello nazionale, si sono registrati quasi 127 milioni di arrivi (+11,2% rispetto al 2022), e la spesa turistica ha raggiunto gli 89 miliardi di euro (+22,8%).
Un ruolo centrale lo ha giocato anche il turismo internazionale: quasi 61 milioni di stranieri hanno scelto l’Italia per le loro vacanze, generando 215 milioni di pernottamenti. La Sicilia, con il suo mix di cultura, paesaggi e tradizioni, ha intercettato una quota importante di questi flussi, confermandosi tra le mete più ambite.
Nonostante i numeri positivi per il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, è necessario un cambio di passo nella programmazione turistica. Servono strategie mirate per valorizzare il potenziale inespresso e migliorare la competitività delle destinazioni del Sud, soprattutto rispetto ai concorrenti europei.
Diverse le priorità indicate da Rio. alla riduzione della stagionalità del turismo, per distribuire i flussi durante tutto l’anno e non solo nei mesi estivi, all’incremento dell’internazionalizzazione, attirando più visitatori dall’estero. Bisogna poi migliorare la qualità dell’offerta ricettiva, investendo su servizi e infrastrutture; sfruttare le risorse del Pnrr, integrandole in una visione strategica a livello nazionale e regionale; e promuovere segmenti meno sviluppati, come il turismo naturalistico, enogastronomico ed esperienziale, per diversificare l’offerta.
La Sicilia – è la riflessione – ha davanti a sé un’opportunità unica: trasformare la crescita dei flussi turistici in un motore stabile di sviluppo economico. Per farlo, però, non basta puntare solo sulla bellezza del territorio. Servono investimenti, infrastrutture efficienti e una programmazione capace di rendere l’isola competitiva tutto l’anno.
(Marta Galano)