Mandanici – L’edizione del pellegrinaggio dell’anno 2023, organizzato come ormai accade da oltre un trentennio dall’associazione Maria SS. del Tindari (di cui è presidente Roberto Crimi), conclusosi domenica scorsa, passerà alla storia per via del fatto che non ha avuto inizio in chiesa; non ha avuto la benedizione dal parroco (impartita tuttavia dall’arcivescovo, mons. Giovanni Accolla il quale ha inviato una missiva ai fedeli pellegrini) e non ha avuto termine in chiesa. Motivo? L’ennesima rottura tra il parroco e l’associazione Maria SS del Tindari, a cui fa riferimento la comunità per l’annuale pellegrinaggio. Il pellegrinaggio, infatti, ha avuto inizio nelle immediate vicinanze della icona della Madonna ed ha avuto termine nello stesso luogo. La causa della frattura sarebbe da ascrivere, come affermato da un comunicato stampa dell’associazione, dal fatto “che il parroco don Felice Maggio ha deciso di cambiare registro, interrompendo la collaborazione con l’associazione Santa Maria SS del Tindari nell’organizzazione del pellegrinaggio”. Col comunicato stampa, l’associazione accusa pure “il parroco di non avere mai dato segno di dialogo”. L’associazione, tuttavia, non specifica in cosa consiste il “cambio di registro” che a parere del redattore va ricercato nel fatto che don Maggio ha vietato in chiesa l’intervento di qualsiasi rappresentante dell’associazione ed ha dettato condizioni circa l’orario del ritorno, che sarebbe dovuto avvenire entro le ore 17 di domenica 14 (orario previsto per la celebrazione dell’Eucaristia). Alla base della frattura potrebbe pure esserci la gestione dei fondi raccolti durante il pellegrinaggio e la proprietà dello stendardo, reclamato già negli anni scorsi dal parroco. L’associazione ha informato, anche a nome della cittadinanza, “di essere sconfortata per quanto accaduto con il prete” e si è detta “consapevole dell’importanza della figura sacerdotale come guida spirituale all’interno di un cammino di fede”. (Francesco Misiti)