Dalla strada al palcoscenico più prestigioso dello sport mondiale: Alessandra Chillemi, in arte Alessandrina, sogna di portare la sua energia alle Olimpiadi di Parigi 2024. La giovane b-girl messinese, attualmente nona nel ranking mondiale, è in piena corsa per entrare tra le 16 atlete che si sfideranno nel debutto olimpico della breaking.
Il viaggio di Alessandra nella breaking inizia quasi per caso. Cresciuta a Messina in una base militare, dove il padre prestava servizio nella Marina, ha scoperto questa disciplina osservando due ragazzi più grandi che ballavano nel suo quartiere. “Ero timidissima e non osavo avvicinarmi – racconta all’Ansa – ma anni dopo li ho ritrovati nella mia crew”.
Dopo un primo approccio alla danza classica, che però non la conquistava, ha trovato la sua dimensione nel breaking. Il padre, sempre al suo fianco, l’ha accompagnata alla stazione marittima di Messina, dove si allenava con altri ragazzi. Da quell’esperienza è nata la Marittima Funk Crew, la sua prima famiglia artistica. “La strada è stata la mia palestra” spiega, sottolineando come la breaking non sia solo sport, ma un vero e proprio linguaggio di condivisione e crescita reciproca.
Oggi Alessandra si divide tra lo studio e la preparazione atletica ad altissimi livelli. Dopo la laurea triennale in Economia alla Statale di Milano, si è trasferita a Padova per allenarsi alla Stand Up Hip Hop School con il coach della Nazionale Giuseppe Di Mauro (Kacyo), mentre prosegue la Magistrale in Scienze Economiche alla Bicocca.
Si allena sei giorni a settimana: al mattino potenziamento fisico con workout, resistenza e corpo libero, poi nel pomeriggio breaking. Un lavoro meticoloso che include anche l’allenamento musicale: adora James Brown e ascolta molto anche Bob James. La sua vita è un continuo viaggio: dal Giappone alla Corea, passando per il Brasile, dove il 12 aprile parteciperà a una tappa delle qualifiche olimpiche.
L’ingresso della breaking alle Olimpiadi rappresenta una rivoluzione per questa disciplina, da sempre considerata più arte di strada che sport agonistico. “I cinque cerchi sono una grande opportunità per mostrare al mondo chi siamo e cosa facciamo”, spiega Alessandra.
Guardando indietro, il suo percorso è stato tutt’altro che lineare. “Ho praticato tantissimi sport: scherma, equitazione, sono stata arbitro di calcio e ho preso anche il brevetto per lo scuba diving” racconta sempre all’Ansa. “Ma non avrei mai immaginato di arrivare alle Olimpiadi con il breaking!”. Ora Parigi non è più solo un sogno: è una meta concreta, costruita con passione, disciplina e la stessa energia con cui, da bambina, spiava affascinata i suoi primi breaker.
(Marta Galano)