Milano, 24 ago. (askanews) – La sinagoga Beth Yaacov a La Grande-Motte, nell’Hérault, in Francia è stata colpita da un’esplosione e un incendio questa mattina: un segnale decisamente preoccupante in una Francia protagonista di un’evoluzione politica con grandi punti di domanda e sicuramente lo spettro dell’antisemitismo, che talora ritorna, a oltre un secolo dal caso Dreyfus.
“Voglio assicurare ai nostri concittadini di fede ebraica e alla comunità tutto il mio sostegno e dire che, su richiesta del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, tutti i mezzi sono stati mobilitati per trovare l’autore”, ha scritto su X Gérald Darmanin, ministro dall’Interno uscente, che si recherà sul posto nel pomeriggio, insieme al primo ministro dimissionario Gabriel Attal. È atteso anche il sindaco di Grande-Motte, Stéphan Rossignol.
Parallelamente sono arrivati i commenti e l’indignazione dei principali rappresentanti politici di destra e sinistra. Il Crif (Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia), da parte sua, ha denunciato “un tentativo di uccidere ebrei”. “Ancora una volta i nostri connazionali ebrei vengono presi di mira”, ha risposto il primo ministro Gabriel Attal.
Sempre via social ha reagito anche il presidente di Rassemblement national, la cui storia di partito è considerata da molteplici analisti segnata dall’antisemitismo. “L’esplosione di due auto davanti alla sinagoga della Grande-Motte va denunciata come tale: è un atto criminale e antisemita”, sottolinea. “Fornisco tutto il mio sostegno ai nostri connazionali ebrei, così come al poliziotto municipale ferito. La recrudescenza dell’antisemitismo in Francia è una piaga che deve essere combattuta senza sosta”, promette.
Va notato che nei mesi scorsi il tema dell’antisemitismo è stato particolarmente alto nell’attualità politica: accuse di antisemitismo hanno toccato molti esponenti politici, nella recente campagna elettorale di giugno. Da quelle contro La France insoumise (LFI) che hanno minato il Nuovo Fronte Popolare (NFP): l’alleanza della sinistra ha infatti sofferto per diversi commenti da parte di Mélenchon dopo l’attacco terroristico di Hamas in Israele, il 7 ottobre 2023, che hanno riattivato le accuse di antisemitismo contro di lui, come già spiegato da Le Monde. Sino ovviamente alla destra della Le Pen che ha fatto di tutto per scrollarsi di dosso il marchio dell’antisemitismo che la sua storia inevitabilmente attira.
LA DINAMICA DELL’ATTACCO
Sarebbe intanto in buone condizioni l’agente della polizia municipale ferito e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale universitario di Montpellier, secondo le informazioni.
La prima esplosione è stata udita questo sabato mattina, poco prima delle 9. I vigili del fuoco sono stati poi chiamati a intervenire su due veicoli in fiamme, davanti alla sinagoga, secondo le informazioni di franceinfo. Uno dei due veicoli è esploso, probabilmente a causa della presenza di una bombola di gas. Entrambe le porte della sinagoga hanno preso fuoco. Si sono verificati quattro distinti focolai di incendio. Al momento dell’incidente nella sinagoga non c’era nessuno.